Il nostro territorio

Il territorio, la nostra casa, Patrimonio Unesco

Le Cantinae Clara C’ si trovano nelle colline di Conegliano Valdobbiadene, un territorio rurale unico, incastonato tra Venezia e le Dolomiti, caratterizzato dai cosiddetti hogback, rilievi irti e scoscesi intervallati da piccole valli che l’uomo ha saputo modellare e coltivare rispettandone natura e vulnerabilità. Un paesaggio inconfondibile caratterizzato da un mosaico di terrazzamenti, vigne e boschi, tanto da aver ottenuto nel 2019 il riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità Unesco.

Una storia di bollicine

Inizialmente il Prosecco era un vitigno locale che le famiglie contadine della zona (tra Conegliano e Valdobbiadene in provincia di Treviso) utilizzavano per il proprio consumo. Era un vino fermo che si arricchiva naturalmente di bollicine attraverso una leggera fermentazione naturale in botte.

A metà dell’800 Antonio Carpenè Sr (1838-1902), appassionato chimico ed enologo, iniziò a studiare questo vitigno per farne uno spumante ed entrò in contatto con eminenti fautori della chimica e dell’enologia italiana ed internazionale dell’epoca. Grazie a questa esperienza, contribuì a fondare la prima scuola di enologia, sperimentò ed innovò nel campo della chimica enologica, anche grazie alla sua collaborazione con Pasteur.

Fino all’800, infatti, per ottenere un vino spumante esisteva solo il metodo classico (champenoise) che richiedeva almeno 2 anni di fermentazione in bottiglia con i lieviti: la freschezza dei profumi tipica del Prosecco svaniva completamente in un tempo così lungo, perdendo le caratteristiche che rendono unico questo vitigno.

Fu Antonio Carpenè Jr (1913-2010) a dare il via alla produzione in autoclave su base industriale. Verso la fine del diciannovesimo secolo, infatti, si rese disponibile una nuova tecnologia di produzione degli spumanti con rifermentazione in autoclave per il vitigno Prosecco (metodo Carpenè ed in seguito metodo Martinotti). Tale innovazione permise di aprire nuovi scenari alla produzione del Prosecco Spumante tanto che negli anni ’50 Antonio Carpenè Jr diede la vera svolta con il metodo italiano moderno e stabile di produzione delle bollicine Prosecco con fermentazione in autoclave, adottato da tutte le aziende produttrici di Prosecco.

Le tipologie di Prosecco

Il Prosecco è un vino semplice per natura, il vitigno base è uno solo, la Glera. Insieme alla Glera, fino ad un massimo del 15 %, vengono storicamente utilizzate altre varietà: Verdiso, Bianchetta Trevigiana, Perera, Glera lunga, Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Grigio e Pinot Nero, vinificato in bianco.
Si parte con la selezione delle uve migliori per iniziare la produzione del vino bianco, ed è così che lo zucchero viene trasformato in alcol e anidride carbonica.
L’attività dei lieviti, detta anche fermentazione, dura circa 15/20 giorni a una temperatura massima di 18°C per preservare l’aroma e i profumi più delicati.
La prima qualità a essere imbottigliata è il Prosecco Tranquillo, mentre le varietà Frizzante e Spumante seguono la seconda naturale fermentazione.
La seconda fermentazione, utilizza il metodo italiano chiamato anche Martinotti, avviene in grandi recipienti a tenuta di pressione, le autoclavi. È così che il vino acquista le famose bollicine.
Verso la fine della spumantizzazione, che dura minimo 30 giorni, si abbassa la temperatura per fermare la fermentazione, lasciando un residuo zuccherino, capace di garantire l’equilibrio e l’armonia.

Le tipologie di Prosecco

A seconda del grado zuccherino, il Prosecco Spumante ha una diversa denominazione in etichetta:

  • BRUT NATURE: tra 0 e 3 g per litro
  • EXTRA BRUT: tra 0 e 6 g per litro
  • BRUT: meno di 12 g per litro
  • EXTRA DRY: tra 12 e 17 g per litro
  • DRY: tra 17 e 32 g per litro
A seconda del grado zuccherino, il Prosecco Spumante ha una diversa denominazione in etichetta:
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